2. Il Drago

 

I miti vivono nella coscienza dell’uomo e come tali sono eterni.

                                                                                                                                      C.G.Jung

La figura del Drago è il segno di una realtà diversa, affascina e incute timore, può volare nei cieli, nuotare negli abissi marini, ohttp://www.centroicone.it/images/drago_1.jpg nascondersi nel ventre della terra.

Nella tradizione celtica sono i guardiani delle nostre potenzialità, e di tutto ciò che abbiamo “ereditato” da lontano.

Ci consentono di avere una chiave in più per conoscerci; si presentano come specchio del nostro mondo interiore e spesso rappresentano i “guardiani dei Templi”.

Un pò leone, un pò serpente e un pò coccodrillo, possiede ali enormi e una forza estrema; anche se ha origini fantastiche, forse perché ci riconduce alle immagini dei dinosauri, è spesso presente nei sogni degli adulti.

Lo troviamo in molte fiabe e racconti ed abitualmente rappresenta le forze oscure con cui confrontarsi, da combattere e da vincere.

La sua istintività incontrollata ci riporta ai contenuti dell’inconscio più sconosciuti e potenti con l’obiettivo di conoscerli e domarli, al fine di utilizzarli a nostro vantaggio anziché soccombere ad essi.

Sia Jung che Freud associano il drago alla figura della madre castratrice, la Papessa nella sua accezione negativa nei Tarocchi, colei che non consente il distacco del figlio e lo trattiene a sé impedendogli di maturare.
L’individuo dovrà combattere per potere sentire ed esprimere la propria carica libidica e la propria sessualità.
E’ da considerarsi un minaccioso avversario per la sua ferocia e la sua forza, temibile per la sua saggezza e scaltrezza.

E’ spesso guardiano di qualche tesoro e vive quasi sempre sulla soglia di una caverna.
Ogni battaglia col drago diventa una metafora in cui l’Eroe va alla ricerca di una sua qualità che dia un nuovo significato al suo esistere e che appare come un tesoro da scovare, conquistare e meritare.

La vittoria sul drago è il trionfo dell’io sulle forze oscure dell’inconscio che si tradurrà nella capacità di affrontare e superare i drammi e i cambiamenti che la vita presenta.

Nella storia esistono anche draghi ‘addomesticabili’ da santi, come San Giorgio.

Il drago finisce quindi per assumere un valore simbolico ambivalente e mutevole in tutte le culture, a volte come acerrimo nemico , altre come magico alleato. Così come i serpenti cambiano la pelle, così i draghi diventano anche simbolo del rinnovamento continuo della natura e dell’immortalità.

O magari custodi della forze degli elementi, visto che controllano vento e fuoco, acqua e terra; potenze che l’uomo solo a volte riesce a controllare e da cui più spesso viene sopraffatto.

 

 

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